IL MOVIMENTO
VISTO DA CACCIARI: «ATTENTI, CI SONO PURE PAPA BOYS E GIOVANI
DI DESTRA»
Gli antiglobal? Energia positiva
Il vero rischio non è la violenza, ma il disimpegno. Invece
di isolarli, parliamo con loro
di
Chiara Valentini
Continua
a ripetere di essere molto preoccupato il filosofo ulivista Massimo
Cacciari per come stanno andando le cose in Italia dopo le giornate
del G8, dopo la bomba nella sua Venezia e dopo le dichiarazioni
di guerra del Polo contro il movimento antiglobalizzazione.
Professor
Cacciari,che cosa si aspetta dal prossimo futuro? C'è all'orizzonte
un nuovo autunno caldo?
«Non
credo proprio. Dopo tutto quello che è successo vedo tre
possibilità. La prima è che quel movimento giovanile
si renda conto dei limiti che ha mostrato finora e si decida ad
organizzarsi. Che la smetta di farsi dettare l'agenda dalle scadenze
esterne e cerchi un radicamento nelle scuole, nelle università,
nei luoghi chiave dei giovani, riportandoli a impegnarsi. Il secondo
scenario, per me pessimo, è che, scoraggiato dalle botte
e dai pestaggi e accorgendosi di non avere una sponda a sinistra,
il movimento se ne torni a casa, si rinchiuda in un disagio silenzioso».
Nessun
pericolo invece che i gruppetti più radicali riescano ad
innescare il vecchio meccanismo della violenza-repressione-violenza?
«Questa
è appunto la terza possibilità, che però mi
sembra la più improbabile».
La
bomba che è scoppiata a Venezia potrebbe far pensare il contrario.
«La
storia di quell'attentato è piuttosto complicata. Se facciamo
solo un ragionamento politico è vero che i Nuclei territoriali
antimperialisti avrebbero interesse ad alzare il livello dello scontro.
Ma poi sono andato a leggermi il loro volantino di rivendicazione
e l'ho trovato strano, con refusi inconcepibili per un militante
che mastichi almeno un po' della retorica del terrorismo. D'altra
parte se un magistrato come Felice Casson, il titolare dell'inchiesta,
non crede a quell'attribuzione vuol dire che ha anche altre cose
in mano. Non credo che si basi solo su motivi letterari».
Anche
senza bombe però l'autunno potrebbe scaldarsi, aiutato dai
malcontenti più vari, dai Cobas di Bernocchi fino alla Cgil
di Cofferati.
«Per
carità, i Cobas sono sempre i primi a mettersi d'accordo
con chi comanda. Per quel che riguarda il sindacato, sarei ben contento
se fosse il grado di opporsi alla politica di questo governo in
materia di lavoro. Purtroppo Cofferati non è in grado di
preparare non dico un autunno caldo, ma neanche una primavera tiepida».
Adriano
Sofri proprio su "L'Espresso" ha accusato il leader delle
Tute bianche Casarini di fare discorsi ambigui e pericolosi, di
usare un linguaggio violento che ricorda il passato.
«Casarini
ha il difetto di parlare troppo e qualche volta fa pipì fuori
dal vaso. Ma è pipì, non sono molotov. Sofri d'altra
parte potrebbe risparmiarsi, almeno per pudore, di dire cose del
genere. Come me conosce bene la difficoltà di tener buono
un movimento che ha anche spinte violente al suo interno. Dovrebbe
ricordarsi quante concessioni verbali sono necessarie perchè
il movimento non ti scappi di mano».
Secondo
"il Foglio" lei, Cacciari, si sarebbe messo in testa di
fare il garante a ogni costo degli antiglobal italiani.
«C'è
una caccia alle streghe che spaventa. Quando vedo un vecchio amico
come Forattini che mette in una vignetta Casarini con una bomba
fra le mani penso che si sia bevuto il cervello. Sento in giro una
voglia di criminalizzare il movimento tutto intero, proprio come
era successo all'inizio degli anni Settanta. Solo che allora poteva
anche esserci qualche parvenza di ragione. Adesso è scemenza
pura».
Perché?
«Questo
movimento è energia positiva, lo conosco bene perchè
ci sono stato dentro: come sindaco di Venezia ho avuto a che fare
con loro per anni. Li abbiamo aiutati a dialogare con le istituzioni,
a trovare punti di riferimento, come d'altra parte ha fatto, a Milano,
Sergio Scalpelli per la giunta di Albertini. Caso unico in Europa,
in questo movimento c'è una componente cattolica molto forte,
che è cresciuta durante l'anno giubilare. È un fenomeno
di grande importanza e valore per questo paese. Finalmente si vede
una nuova generazione che si appassiona e partecipa. O forse pensiamo
di poter mobilitare i giovani sul conflitto d'interesse?».
Guarda
caso però il movimento è sceso in piazza al primo
vertice del governo Berlusconi.
«Escludo
che ci fosse dietro un calcolo preciso. Ho partecipato a moltissime
riunioni, ad assemblee, e non mi è mai capitato di sentire
proclami antiberlusconiani».
Con
il centro-sinistra al governo però avevamo avuto la pace
sociale.
«C'era
da parte dell'Ulivo una capacità disperata di tenere i rapporti
con tutti. Io spero che anche il centrodestra capisca che deve mettersi
sulla stessa strada, che è suo interesse farlo».
Non
si direbbe proprio se si deve giudicare dalle dichiarazioni di Bossi,
di Maurizio Gasparri o del ministro della Giustizia Castelli.
«Lo
ripeto: criminalizzare il movimento contrasta con gli interessi
del Polo. Come possono dimenticare che moltissimi giovani di destra,
e non solo in Italia, sono contro la globalizzazione in modo ancora
più radicale della sinistra? Sono su queste posizioni, per
esempio, le varie frange giovanili che fanno capo ad Alleanza Nazionale.
E nello stesso governo c'è un ministro che fino a poco tempo
fa era fra gli antiglobalizzatori più accesi».
Non
è poi tanto difficile capire a chi si riferisce...
«Come
è ovvio parlo di Umberto Bossi, che prima di consegnarsi
armi e bagagli a Berlusconi aveva addirittura deciso di andare a
manifestare al vertice di Nizza. Mi chiedo come fa uno come Bossi
a pensare che gli convenga questa totale mancanza di autonomia,
questa cancellazione della sua storia».
Anche
lei Cacciari si considera un antiglobal?
«Sono
contro questa globalizzazione da Far West, non contro la globalizzazione
in assoluto. Proprio in questi giorni sto scrivendo un saggio sulla
globalizzazione dell'impero romano, dove tutti erano cittadini con
uguali diritti, tutte le religioni rispettate allo stesso modo e
dove non c'erano i Chicago Boys nè il pensiero unico. A quelle
condizioni mi andrebbe benissimo».
da
Espressonline, 23 agosto 2001
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