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Neqrouz choc: da musulmano capisco bin Laden
Il difensore del Bari: "Le sue ragioni sono giuste". Il terorismo? "E' la rabbia di tanta gente"

BARI - "Bin Laden ha ragione". Parola di Rachid Neqrouz, musulmano di origini marocchine, difensore del Bari.
E' vero che si è tatuato il volto del terrorista sul braccio destro?
"No. E comunque sarebbero fatti miei ciò che faccio al mio corpo"
Perchè bin Laden avrebbe ragione?
"Le nostre popolazioni soffrono da troppo tempo. Quando l'11 settembre c'è stato l'attentato alle torri gemelle tutto il mondo si é fermato e ha pianto per le vittime civili. Nessuno piange per tutte le povere persone uccise ogni giorno nel resto del mondo".
Giustifica la strage?
"Non dico che il terrorismo sia il mezzo giusto".
Ma crede in bin Laden?
"Sono con bin Laden, e sono contro bin Laden. Le ragioni sono giuste, è il mezzo che è sbagliato: il terrorismo".
Se è sbagliato, perché alcuni musulmani lo proteggono?
"Perchè credono in lui. Ci sono delle cose che ogni musulmano deve fare. Almeno una volta nella vita bisogna andare alla Mecca, Bisogna pregare per Allah 5 volte al giorno e fare il Ramadan. Ogni anno devi dare ai tuoi fratelli musulmani una parte di soldi che hai guadagnato per aiutarli. Siamo tutti fratelli, e dobbiamo difenderci sempre e comunque".
Anche a costo della vita di altre persone?
"Si. Anche a costo della nostra vita"
Qualsiasi cosa faccia un musulmano, un altro musulmano lo deve difendere?
"Esattamente, Se dei miei fratelli non hanno soldi io li aiuto anche se non li ho mai visti prima. Nessuno di voi cristiani farebbe questo. Per questo motivo tutti i musulmani sono così vicini a bin Laden".
E' un eroe?
"E' l'unica persona che da sola è riuscita ad affrontare l'America. E' riuscito a vendicare le sofferenze di migliaia di innocenti, di anni e anni passati vivendo nella morte"
E' difficile da capire per un "non musulmano".
"L'11 settembre, in tutto il mondo, c'era gente attaccata ai televisori per vedere cosa stava succedendo, ma si dimentica che in Iraq gli americani hanno bombardato e ucciso tanti innocenti. Se ogni giorno facessimo vedere un solo minuto di quello che succede ai palestinesi, forse capirebbero. Bin Laden, per me, è una persona per bene. Incolpa chi ha portato morte fra i poveri. In Afghanistan lavorano per un dollaro al mese. Cosa può essere meglio della morte?".
La morte non fa paura?
"La parola paura non esiste. La morte non la temiamo, la cerchiamo. Se facciamo una cosa buona per Allah, abbiamo un posto assicurato in paradiso".
I kamikaze andranno in paradiso?
"Sì, sono morti per ì loro fratelli".
Anche lei lo farebbe?
"Non lo so. Ma dal momento che credo in questa religione credo anche in bin Laden. Se fa qualcosa di buono per le nostre popolazioni dobbiamo aiutarlo, ma non condivido il terrorismo".
Cos'è il terrorismo?
"E' la rabbia vissuta da tanta gente. Se vedi che altri musulmani stanno morendo fai il possibile per aiutarli. Anche a costo di morire".
Come è successo l'11 settembre?
"I musulmani non hanno limiti. In una settimana di guerra sono morti circa 500 musulmani, in soli 10 minuti, 20 musulmani hanno ucciso più di 6000 persone. Siamo ovunque. Sarebbe facile uccidere la massa. Tanto noi, di morire, non abbiamo paura. Anzi, avremmo un posto in paradiso, accanto ad Allah".


Silvia Russo Frattasi, Corriere del Mezzogiorno, 14 ottobre 2001

 
 
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