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Le due conoscenze in Al-Ghazali

di Caterina A. Greppi

Al-Ghazali nella sua giovinezza, attraversò un periodo di crisi intellettuale provocatagli da un'inappagata ricerca della "conoscenza"; durante quegli anni analizzò con rigore scientifico le dottrine e i testi delle maggiori correnti filosofiche e teologiche individuandone vizi, errori e limiti. Rimaneva ancora una fonte: il movimento sufi.
Gli apparve chiaro immediatamente che i sufi sperimentavano quanto andavano propagando, dimostrandolo con l'abile padronanza del proprio stato d'animo, e tale sovranità non era raggiunta attraverso una conoscenza teorica. Al-Ghazali intuì che la via dei sufi era ciò che avrebbe potuto procurargli la vera conoscenza; egli lasciò l'insegnamento a Baghdad e, in un cammino di purificazione e di ascesi, passò dalla Siria alla Palestina, dall'Arabia all'Egitto.
L'esperienza dell'ascesi lo mutò radicalmente, al punto da non essere riconosciuto, tornato nella sua città, da amici e conoscenti; come era possibile riconoscere l'illustre maestro della scuola di Baghdad, caustico e violento nelle polemiche, ben consapevole della propria superiorità intellettuale, trasformato in un saggio devoto e umile?
Al-Ghazali desiderava terminare la propria esistenza in ritiro e solitudine, ma ciò fu mitigato dall'urgenza di proclamare l'inutilità di una "scienza senza pratica"; da quest'urgenza nacque la sua opera maggiore la Rivificazione delle scienze religiose.
Nella Rivificazione delle scienze religiose, Al-Ghazali espone, con chiarezza, il lavoro umano per raggiungere la scienza della conoscenza, distinguendola dalla conoscenza sensibile. Esistono due forme di conoscenza secondo Al-Ghazali, una conoscenza sensibile e una conoscenza sottile, profonda; lo scopo di entrambe le scienze è di arrivare al cuore che è il centro della conoscenza, sede del divino e organo dell'esperienza spirituale.
Al-Ghazali per facilitare la comprensione di questi concetti si esprime attraverso una metafora suggestiva: "…se supponessimo una cisterna scavata nella terra, è probabile che l'acqua venga portata alla cisterna dal di sopra, attraverso dei canali che si aprono in essa; ed è [altrettanto] probabile, che se si scavi il fondo della cisterna e se ne sollevi la terra, fino a che si è vicino al luogo dove stagna l'acqua limpida, scaturisca l'acqua dal fondo della cisterna e quest'acqua sarà più pura e più duratura e forse più abbondante e molta. Allora, il cuore sarebbe la cisterna, la scienza come l'acqua e i cinque sensi come i canali, ma forse è possibile che le scienze siano condotte al cuore
per mezzo dei canali dei sensi, e per il considerare le cose che vengono dai sensi, finché si riempie, il cuore, di scienza.
E' possibile che si chiudano questi canali con la solitudine, con il distacco e con il distogliere la visione e che ci si appoggi soltanto alle profondità del cuore attraverso la purificazione e l'elevazione degli strati dei veli dal cuore, finché le fonti della scienza sgorghino dal suo interno" .
Al-Ghazali descrive il cuore come una fortezza dalle due porte: una porta aperta sul mondo del Reame (malakut) e una porta aperta sul mondo del regno (mulk). Il mondo del Reame è il mondo degli angeli e delle forme incorporee: è il mondo dell'arcano; la conoscenza che giunge al cuore, da questo mondo, è una conoscenza superiore, è ciò cui l'uomo dovrebbe aspirare nella vita terrena, poiché è conoscenza rivelatrice di tutti i misteri del mondo sensibile.
La porta che si apre sul mondo del regno permette il passaggio, nel cuore, delle conoscenze sensibili, talvolta, tali conoscenze impediscono il manifestarsi del mondo del Reame. La conoscenza sensibile diventa per il cuore un velo, un'illusione, che fa percepire al cuore una realtà: essa è il campo in cui si manifesta il riscontro sensibile come creazione continua progettata nel mondo del Reame.
Il mondo del regno è dunque un'immagine riflessa del mondo del Reame, ma è come "…chi guarda l'acqua la quale riflette la forma del sole, esso non è uno sguardo verso il sole stesso" .
Ma come dischiudere la porta del cuore che si apre nel mondo del reame?
"Riguardo all'aprirsi della sua porta che si apre sul mondo del Reame e alla [comprensione] della Tavola preservata , [tu interlocutore] puoi capirlo di una scienza apodittica, con il meditare le meraviglie della visione e il vedere del cuore, nel sogno, ciò che sarà nel futuro o ciò che era nel passato, senza che questo venga acquisito tramite i sensi; si apre soltanto questa porta per chi s'isola con la menzione del nome di Dio -l'Altissimo-. Dice il Profeta in proposito: "ci precederanno i solitari (mufarrad)". Gli fu detto: "chi sono i solitari, o inviato di Dio?". Rispose: "sono coloro che passeggiano menzionando Dio (dhikr-Allah) -l'Altissimo-: questo menzionare [Dio] li libera dai loro fardelli e arrivano alla resurrezione leggeri"".
"Poi [il Profeta] disse, nel descriverli [i solitari], dando un'informazione venendo da Dio : "Poi Io [Dio] vengo con il mio volto verso di loro: chissà se colui con il quale mi sono incontrato con il mio volto sa cosa gli voglio dare?". Poi disse l'Altissimo: "La prima cosa che do a loro è gettare la luce nei loro cuori sicché sono informati su di me come io sono informato su loro". L'entrata di questa informazione è la porta interiore" .
La proposta che emerge da Al-Ghazali è quella di arrivare alla conoscenza del cuore per mezzo della menzione del nome di Dio (dhikr), purificando il cuore con zelo e volontà sincera dai vincoli delle cose terrene. Questa strada porterà allo svelarsi nel cuore della "tavola preservata", in cui tutto è scritto, passato presente e futuro, e dove sono disegnate le "forme" delle "cose" dell'universo.

Caterina A. Greppi
  

 
 
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