"Contro
gli Usa altri attacchi e' in gioco il prestigio dell'Islam" -
Intervista al mullah Omar
MAURIZIO
RICCI
WASHINGTON
- Il leader dei Talibani, il mullah Mohammad Omar abbandona il silenzio
che lo avvolge da sempre: "No, non consegneremo Bin Laden.
Se lo facessimo, vorrebbe dire che non siamo musulmani. E, comunque,
questo non è un problema Bin Laden. E' in gioco il prestigio
dell'Islam. Sara fatta la volontà di Dio". E, in una
rara intervista, spiega che è l'America con il suo tentativo
di soggiogare il mondo islamico e di fermarne la spinta religiosa,
che "ha creato il male che la sta attaccando": la disperazione
dei terroristi, pronti ad uccidersi per testimoniare le ragioni
dell'Islam. L'intervista era stata offerta, nei giorni scorsi, dagli
stessi Taliban alla Voice of America ed è stata registrata
dalla radio, via telefono satellitare da Washington, in pashtun
(la lingua più diffusa in Afganistan) venerdì scorso.
Ma, prima che l'emittente - interamente finanziata dal Tesoro Usa
- potesse mandarla in onda, il Dipartimento di Stato è intervenuto
per evitare, spiegano gli uomini di Powell, che, con i soldi del
contribuente americano, i Taliban trovassero un altoparlante per
la loro propaganda. Eccone una trascrizione.
Perché
non espellete Osama bin Laden?
"Questo non è un problema Osama Bin Laden. E' un problema
di Islam. E' in gioco il prestigio dell'Islam. E così la
tradizione afgana".
Lei
sa che gli Usa hanno annunciato una guerra al terrorismo?
"Io penso a due promesse. La prima è la promessa di
Dio. L'altra è quella di Bush. La promessa di Dio è:
la mia terra è vasta. Se tu inizi un viaggio sul cammino
di Dio, puoi trovarti dovunque sulla terra ed essere protetto...
La promessa di Bush è: non c'è posto sulla terra dove
tu possa nasconderti e io non possa trovarti. Vedremo quale delle
due promesse si compirà".
Ma
non ha paura per la gente, per lei stesso, i Taliban, il suo paese?
"Dio onnipotente... sta aiutando i credenti e i musulmani.
Dio sa che non sarà mai soddisfatto con gli infedeli. In
termini di affari terreni, l'America è molto forte. Anche
se fosse due volte più forte o due volte ancora, non potrebbe
essere abbastanza forte da sconfiggerci. Confidiamo che nessuno
possa arrecarci danno, se Dio è con noi".
Lei
sta dicendo che non è preoccupato, ma in tutto il mondo gli
afgani lo sono.
"Anche noi siamo preoccupati. Grandi problemi ci attendono.
Ma noi dipendiamo dalla grazia di Dio e la grazia di Dio è
con i musulmani. Consideri il nostro punto di vista: se noi consegniamo
oggi Osama, i musulmani che oggi ci stanno scongiurando di consegnarlo,
ci disprezzerebbero poi per averlo consegnato. Le stesse persone
ci chiederebbero: perché avete sacrificato il prestigio dell'Islam?
Perché avete portato vergogna ai musulmani? Tutti hanno paura
dell'America e vogliono compiacerla. Ma fatemi dire una cosa. Gli
americani non potranno prevenire atti come quello che è appena
avvenuto perché l'America ha preso in ostaggio l'Islam. Se
si guarda ai paesi islamici, la gente è disperata. Si lamentano
che l'Islam se ne è andato. La legge secolare ha rimpiazzato
quella islamica. Ma la gente rimane ferma nella fede islamica. Nel
loro dolore e nella loro frustrazione, alcuni di loro commettono
atti suicidi. Sentono di non avere niente da perdere. Se gli Usa
vogliono davvero porre fine a questo male, sanno come farlo. Debbono
rilasciare la loro presa virtuale sull'Islam. Dovrebbero lasciarlo
andare. Allora sarebbe per sempre confortato e il resto del mondo
potrebbe continuare i propri affari".
Cosa
intende, quando dice che l'America tiene l'Islam in ostaggio?
"L'America controlla i governi dei paesi islamici. Gli sta
addosso finché non fanno quello che vuole, ma essi sono molto
distanti dai loro popoli. La gente chiede di seguire l'Islam, ma
i governi non li ascoltano. La gente è impotente contro i
governi, perché essi sono in pugno agli Stati Uniti. Così,
diventano corrotti e ignorano la gente. Se qualcuno segue il cammino
dell'Islam, il governo lo arresta, lo tortura o lo uccide. Questo
è quello che vuole l'America. Se l'America smette di sostenere
quei governi e lascia che i popoli se la vedano con loro, queste
cose non accadranno. L'America ha creato il male che la sta attaccando.
Il male non scomparirà anche se morissi io, o Osama, o altri.
Questa è la politica Usa. Gli Usa dovrebbero fare un passo
indietro e rivederla. Dovrebbero smetterla di tentare di imporre
il loro impero sul resto del mondo, specialmente nei paesi islamici.
In nome dell'aiuto umanitario, gli americani hanno portato migliaia
di Bibbie in Afghanistan e stavano propagando il cristianesimo.
Se osano farlo qui, può immaginare cosa fanno nei paesi arabi?
I musulmani lo capiscono. Sanno anche che non possono fare niente....
e così si ammazzano in attacchi suicidi".
Questo
significa che non consegnerete Osama Bin Laden agli Usa?
"No, non possiamo farlo. Se lo facessimo, significherebbe che
non siamo musulmani. Che l'Islam è finito. Se avessimo avuto
paura di un attacco, lo avremmo consegnato l'altra volta che siamo
stati minacciati e attaccati. Ora l'America può colpirci
ancora e stavolta non abbiamo più neanche un amico".
Ma
non pensa che l'America vi sconfiggerà comunque e il vostro
popolo soffrirà ancora di più?
"In superficie, sembra così, ma io confido che non andrà
in questo modo. Non c'è niente che possiamo fare, tranne
affidarci a Dio onnipotente. Se uno si affida realmente a Dio, può
star sicuro che l'Onnipotente lo aiuterà, ne avrà
compassione e lui uscirà vincitore".
laRepubblica.it,
24 settembre 2001
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