|
Presentazione del Presidente dell
Associazione Enec
Perché? A che serve? Ma non mi sentirei molto meglio rimanendo
qui a casa mia? Queste sono le domande che inevitabilmente mi pongo ogni
volto che mi preparo per partire, per intraprendere ancor un altro faticoso
viaggio (di lavoro, non è così spesso che mi capita di fare
un viaggio di piacere), nonostante il solenne impegno, dopo
l'ultimo viaggio, di non farlo mai più. Eppure nonostante la fatica,
gli ostacoli, i controlli di sicurezza sempre più pesanti, le attese
lunghissime in fila, al limite della sopportazione, gli inconvenienti
di trovarsi in camere e abitazioni sconosciute con aggeggi che non si
ha la benché minima idea come far funzionare, le arrabbiature con
l'eventuale servizio inefficiente, le valigie smarrite, le borse rubate,
i medicinali lasciati a casa
nonostante tutto accetto, anzi cerco,
le occasioni di viaggiare, di viaggiare lontano e di viaggiare molto,
da un posto all'altro.
L'innata, endemica irrequietudine, che S. Agostino attribuisce
all'umanità (Fecisti nos ad Te, Domine, et cor nostrum inquietum
est donec in Te quiescat) si manifesta anche così, nella brama
di viaggiare, irresistibile per molti come me, anche qualora si conosca
bene lo sconforto e i disagi che il viaggio comporta. La voglia di viaggiare
(volens nolens) ci ricorda che effettivamente non ci troviamo mai a nostro
agio quaggiù, che non siamo mai veramente arrivati
alla meta, che c'è sempre un oltre da raggiungere,
ancor un altro luogo dove giungere. Che, vogliamo o no, siamo comunque
in cammino.
Il pellegrinaggio è l'espressione più esplicita di questo
desiderio del letteralmente al-di-là. La meta sacra
di questo peculiare tipo di viaggio rappresenta la destinazione trascendente
del vero viaggio che è tutta la nostra esistenza storica, in
questa vita. Si potrebbe perciò chiamare un performance
icon (mutuando il concetto da performance art),
Ma un po' come tutta l'esistenza umana nel mondo e nella storia, anche
il sacro viaggio dei pellegrini non si trova abitualmente allo stato
puro. Piuttosto esso si vede mescolato a mille motivazione di carattere
diverso. Dall'amore al commercio, tutti i variegati aspetti della vita
si manifestano in occasione del pellegrinaggio, più o meno nobili
che siano, più o meno compatibili con l'oggetto dichiarato dell'impresa.
Gl'incessanti pellegrinaggi, individuali ma soprattutto in gruppo, segnavano
la storia del medioevo, ma non sono certo assenti anche sullo scenario
contemporaneo. Lungo la via, i pellegrinaggi hanno modificato, ri-creato,
non soltanto le disposizioni degli animi, ma anche le culture umane, religiose
e profane, e persino il paesaggio stesso.
Questa edizione del tradizionale Calendario dell'Enec, pubblicato con
il generoso contributo di partners e sponsors specie della (felicemente
denominata) Fiera del Levante vuol celebrare i migliori apporto dei pellegrinaggi
storici alla formazione della nostra eredità culturale, oltreché
al progresso del nostro spirito umano ed europeo.
L'Europa dei 27, che a Bari, in Puglia, si affaccia sul Vicino Oriente,
non può che trarre beneficio dal ricordo del ruolo storico e direi,
anche attuale dei pellegrinaggi nell'unire, pur nella ricca loro diversità,
non solo i propri popoli e culture, ma anche la stessa Europa e le civiltà
che le sono sempre più vicine, che sempre più richiedono
di essere raggiunte, comprese e con ciò ulteriormente
fecondate, così come lo era, e lo può essere tuttora, la
madrepatria europea stessa.
Una semplice, pur audace, associazione di amici, l'Enec è fiera
di questa realizzazione, e con tutti i lettori ed utenti grato
alle anime generose, che l'hanno reso possibile, con fede e dedizione.
DAVID-MARIA A. JAEGER, OFM
Presidente dell'Enec
Nota esplicativa del tema scelto.
Sin dall'inizio della storia dell'uomo l'Europa e l'Oriente si sono interfacciati
e contaminati anche dal punto di vista culturale. Dopo la venuta di Gesù
i contatti tra le due Regioni si sono intensificati grazie ai pellegrinaggi
che , a partire dal Medio Evo, soddisfacevano il bisogno dell'uomo di
mettersi con corpo ed anima sulla strada di Cristo.
Tra le mete del pellegrinaggio medievale , Roma, Monte San Michele nel
Gargano e Santiago rappresentavano le tappe europee sostitutive dei luoghi
della Terra Santa preclusi ai cristiani a causa dell'occupazione islamica.
Attraverso queste vie si diffusero omogeneamente nel contesto artistico
sia europeo che del Vicino Oriente, temi iconografici, architettonici
, musicali, teatrali di cui ancor oggi possiamo, con lo sguardo del viandante,
scorgere le tracce.
E' quanto ci si propone di fare con questo calendario comparato ENEC 2008
che affianca i calendari cristiano ed ortodosso con immagini e storie
in comune alle due civiltà.
Mariagraziella Belloli
|
|
|