Diario
di viaggio in Terrasanta
Toni Bux
“Ho visto le montagne di Sodoma e del Negheb, dalle loro
gole sorgono le ombre dei nostri profeti, nei loro abiti giallastri,
del colore del pane secco, ho udito le antiche parole di Dio che
ti dissimulai nelle nubi, o dietro la casa del calzolaio, fa che
si riveli la sua anima, anima di ragazzetto balbettante, rivela il mio cammino. Non
vorrei essere come tutti gli
altri, voglio vivere un mondo nuovo.Non sembra
molto tempo fa sono andato a Gerusalemme per ispirarmi e per verificare
lo spirito biblico, ma è a Parigi che sono venuto per fare la
mia Bibbia. Parigi senza la cui aria l’umanità può soffocare”
(Marc Chagall).
Sporgendomi dell’aereo scorgo il rosso del tramonto
sulla Terrasanta: le case mi appaiono come greggi in riposo.
Nel cuore avverto un tonfo, la gola mi sembra
che si stringa,…poi la voce, trattenuta
da tanto spettacolo, esclama:”ora posso morire!”
Sceso a terra al crepuscolo ( ai naviganti intenerisce
il core…) insieme agli altri che intraprendevano
il pellegrinaggio mi viene incontro un silenzioso movimento di
uomini dal caratteristico copricapo arabo,… poi uomini in severo
abito nero, … cammelli in sosta,…
Qui il tempo è già altro da quello che mi sono
lasciato alle spalle…
Il torpedone mi sembra un cammello che pacificamente
ci immette nell’oscurità della notte
illuminata da lampade solitarie lungo la strada per Nazareth…
Nazareth nel frizzante mattino
dell’inverno israeliano mi appare dalle finestre dell’albergo”Casa
Nova” un gregge di pecore addormentate sotto la discreta vigilanza
pastorale della Basilica dell’Annunciazione.
Dentro la Basilica dell’Annunciazione il luogo dell’avvenimento dell’Incarnazione di
Cristo è segnato da una stella. Qui trova risposta il mio spirito
smarrito dentro l’architettura.
Il Tabor come rigonfiamento improvviso dentro
la sconfinata spianata…L’area rarefatta e immersa in profondo
silenzio muove il mio spirito alla contemplazione!
Ecco: nella natura è scolpita per sempre la trasformazione di
Cristo.
“Quelle GIARE” di Cana dentro la terra…Quelle
quinte di sapore romano… ricompongono la sala delle Nozze!
La
Valle del Giordano affoga
il saltellante fiume dentro gole di monti e valli ubertose… Cammelli
e palmizi come pausa di una eterna sinfonia
si accompagnano al mio sguardo…
L’oasi di Gerico, il ristoro con i pompelmi offerti
dai cammellieri, …il cammino fra le brulle rocce e i ruderi antichissimi,
… il monastero affogato dentro l’oasi dei palmizi del deserto
di Giuda,…gli accampamenti dei pellegrini
lungo la fettuccia di nero bitume che sale a Gerusalemme…
Gerusalemme fuori le mura!
Gerusalemme dentro le mura!
Gerusalemme dove le pietre
gridano forte sugli addormentati abitanti!…
Il Muro del Pianto: un lavatoio per gli Ebrei
e una memoria per il turista…Di qui alla Moschea di Omar isolata come Sancta Sanctorum dentro un portico…
I luoghi della passione di Cristo: la
Torre Antonia, il Cenacolo la Flagellazione in S.Salvatore,…il Santo
Sepolcro.
Qui la bocca nera del portale inghiotte e vomita
gruppi di pellegrini in visita!…Dentro l’aria nera della Basilica
il sepolcro dell’Edicola della resurrezione e la roccia
spaccata della crocifissione ti squarciano dentro l’avvenimento
come serenamente pietrificati: lì!
La
Basilica della Nascita di Cristo
è la memoria storica in perenne adorazione su
grotte nero fumo rischiarate da lampade…
Betania, la Valle del Cedron, le tombe dei Patriarchi…
…E mi sovvien l’eterno…
La
Terrasanta è un “ tempo” eterno!