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TERRA SANTA Davanti alla basilica dell'Annunciazione da alcune notti sono iniziati gli scavi senza interventi delle autorità israeliane
Moschea di Nazareth, partiti i lavori

Colpo di mano degli estremisti. I francescani. Una costrizione da bloccare.

La prima pietra era stata posta nel novembre '99 ma un tribunale aveva dato torto agli islamici. Sabbah: inascoltata la voce dei cristiani.

di Graziano Motta

Gerusalemme. I lavori di costruzione della tanto contestata moschea di Nazareth adiacente la basilica dell'Annunciazione sono cominciati da qualche giorno. Meglio dire... da qualche notte, perché lo scavo delle fondazioni non sta avvenendo alla luce del sole. E se il fatto in sé ha provocato le immediate reazioni dei cristiani tutti, che si attendevano dal Governo israeliano una ben diversa considerazione, il particolare dei lavori notturni sta facendo insorgere interrogativi e perplessità. Piuttosto si leva alta la protesta della Chiesa tutta di Terra Santa, come riferisce ad "Avvenire", il patriarca latino Michel Sabbah, ricordando le numerose richieste al Governo israeliano di patriarchi e capi di tutte le chiese cristiane di Gerusalemme e del mondo, rimaste finora inascoltate. Da parte sua la Custodia Francescana "deplora la decisione israeliana di autorizzare 1'inizio dei lavori, protesta con fermezza e chiede la revoca immediata del permesso di edificazione". Fa appello a cristiani,ebrei e musulmani che si sono pronunciati contro la costruzione della moschea, perché "rinnovino con forza gli appelli al Governo israeliano di revocare una decisione che potrebbe avere incalcolabili conseguenze a molti livelli".
"La costruzione di una moschea in quel luogo particolare - afferma il comunicato della Custodia - é una richiesta di estremisti islamici ed è stata accompagnata da minacce sempre più dure contro il santuario e la comunità cristiana" Ricorda che un tribunale israeliano ha già sentenziato che il terreno sul quale si vuole edificare la moschea è di proprietà demaniale e che le pretese degli estremisti islamici sono infondate; e che, ciononostante, "il Governo ha deciso ugualmente di concederlo agli estremisti".
Il comunicato della Custodia, sostiene che "é difficile sfuggire al sospetto che quanto stiamo vedendo sia un cinico tentativo di sfruttare l'attuale situazione internazionale, come le drammatiche condizioni della Terrasanta, per eseguire furtivamente questo piano dannoso".
A proposito dei lavori notturni, la spiegazione più diffusa che circola a Nazareth é che le autorità israeliane da un lato avrebbero chiesto ai fondamentalisti islamici di soprassedere ai lavori, dall'altro farebbero finta di non vedere che i lavori vengono eseguiti al buio; perché se in effetti volessero che i lavori venissero interrotti, manderebbero di notte le forze dell'ordine per fare rispettare il loro ordine.
Eppure anche parecchi esponenti religiosi e politici musulmani, di Giordania, Egitto, Arabia Saudita (fra gli altri lo sceicco Hussein Tantawi, capo di Al-Ahzar e Yasser Arafat), si sono pronunciati contro la costruzione della moschea accanto alla basilica cristiana dell'Annunciazione.
La prima pietra della costruenda moschea era stata posta i123 novembre 1999, un anno di forti tensioni a Nazareth: i fondamentalisti il giorno di Pasqua avevano aggredito dei giovani greco-cattolici che passavano vicino all'area destinata ad edificio, da essi occupata e avevano eretto una tenda per riunioni e preghiere. I disordini si erano propagati in tutto il centro di Nazareth: una quarantina di cristiani feriti, danneggiati i loro negozi e automobili. In segno di protesta "per la mancanza di adeguate misure di sicurezza... anche per i pellegrini", i capi delle chiese di Terrasanta, cattoliche, ortodosse e protestanti, ordinavano la chiusura il 6 e 7 aprile di tutte le Chiese di Nazareth. Il 3 ottobre la sentenza del tribunale sfavorevole ai fondamentalisti e pochi giorni dopo, il 14, la decisione del Governo israeliano (allora presieduto dai laburisti) di concedere loro parte del terreno demaniale della piazza per la moschea da erigere accanto a un preesistente luogo di culto musulmano dedicato a Shehad el-Din, della famiglia del Saladino, che sconfisse i crociati e per questo particolarmente venerato.

da Avvenire 15 novembre 2001

 
 
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