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Dopo
New York, è
Roma il bersaglio della collera musulmana
di Maurizio Blondet
I terroristi suicidi non sono il prodotto dell'islam, bensì
di una degenerazione dell'escatologia islamica: un "millenarismo",
la convinzione di vivere nei "tempi ultimi", sull'orlo
di un rivoluzionario cambiamento di tutte le cose - analogo, nonostante
le apparenze, ai millenarismi postmoderni che percorrono 1'Occidente,
magari di stampo New Age.
E' la tesi stimolante di Pierre Lory, direttore a Parigi della Ecole
pratique des hautes études, sezione scienze religiose. Studioso
del pensiero musulmano, Lory constata (su Le Monde dei giorni scorsi)
che "il suicidio in ogni sua forma è sempre stato vietato"
nella tradizione islamica, "anche nel quadro della jihad".
L'unico precedente storico del terrorismo alla Binladen, le aggressioni
"commesse a partire dall'XI secolo dalla setta ismaelita detta
degli Assassini, sono state riprovate dalla maggioranza sunnita,
che del resto ne era il bersaglio principale". L'antagonismo
radicale e il terrorismo "religioso" espresso dai Talebani
e dai fondamentalisti algerini del Gia, è "una radicale
novità". Di dove nasce?
Va ricordato, dice Lory, che L'islam (come del resto 1'ebraismo
e il cristianesimo) "si iscrive in un orizzonte escatologico:
si pretende 1'ultima religione rivelata da Dio, chiamata a diffondersi
in tutto il mondo".
Sulle "condizioni dell'Ora", ossia sulle vicissitudini
escatologiche dei tempi ultimi, il Corano mantiene una severa laconicità.
In compenso, la tradizione popolare e ricca di presunti hadith (detti
del Profeta) che la descrivono minutamente. Verso la fine della
storia, 1'umanità conoscerà enormi convulsioni, dicono
queste tradizioni. Gli uomini torneranno al paganesimo, la pratica
religiosa e i valori familiari decadranno; al loro posto la licenza
sessuale, 1'alcol e ogni vizio trionferanno apertamente finché
1'esercito dei veri credenti, grazie a Gesù tornato sulla
terra e ad un capo guerriero, il Mahdi, finiranno per avere la vittoria
e occuperanno Gerusalemme. Sono, come si vede, temi apocalittici
presenti in ogni religione. Persino nell'induismo vi sono testi
(i Vishnu Purana) che descrivono i tempi ultimi come il trionfo
della licenza e del disordine morale, politico e civile, a cui metterà
fine il ritorno di Vishnu. Gesù in persona alluse a "guerre
e rumori di guerre" come prodromi della "fine", e
a Gerusalemme come teatro di una guerra finale fra la Luce e le
Tenebre: in ciò fedele alla tradizione escatologica ebraica.
Il fatto é che la Chiesa ha sempre scoraggiato una troppo
facile traduzione di queste visioni escatologiche nell'attualità
storica e politica. Le sette millenaristiche sono state condannate
e represse. Parimenti, per secoli, i farisei e poi i rabbini hanno
fatto ogni sforzo per neutralizzare l'urgenza delle speranze messianiche
ricorrenti nel loro popolo: 1'avvento del Messia non é imminente,
la ricostruzione del Tempio e del Regno avverranno quando Dio li
manderà dall'alto.
E' istruttivo constatare che il millenarismo è in voga soprattutto
nel cristianesimo protestante, privo di una gerarchia disciplinare
e prudente. Ronald Reagan, quando definì l'Urss "impero
del Male" (e parlò dell'imminenza della battaglia di
Armageddon) evocò suggestioni apocalittiche largamente condivise
tra i suoi elettori, se é vero che 50 americani su cento
credono - così assicurano i sondaggi- di poter vedere il
ritorno di Cristo nella loro vita. Ma, in conseguenza dell'indebolirsi
della autorità dogmatiche in tutte le religioni, e del caos
obbiettivo ricco di "segni", la convinzione dell'imminenza
della Fine conquista anche fedeli cattolici.
Nell'ebraismo moderno cresce un fondamentalismo apocalittico: un
movimento politico di successo, il Gush Emunim ("Blocco dei
Fedeli"), fornisce la maggioranza dei cosiddetti coloni degli
insediamenti. Intere famiglie di integristi vanno ad abitare in
agglomerati trincerati e armati in territorio palestinese, nella
convinzione che nemmeno un metro della terra d'Israele, sacra proprietà
degli ebrei, vada ceduta ai palestinesi; numerose scuole rabbiniche
si preparano a ricostruire il Tempio, aiutate finanziariamente (fatto
significativo) da sette protestanti americane che vogliono "accelerare
il secondo avvento di Cristo". L'idea generale di questi integristi,
ebrei o evangelici, è di scatenare una guerra finale, "provocando"
Dio a correre in aiuto del suo popolo eletto.E questa temperie culturale
é alimentata da un'abbondante editoria apocalittico - millenaristica:
basti entrare in una libreria delle nostre città, e vedere
quante edizioni sono state fatte delle Centurie di Nostradamus,
"interpretate" alla luce degli avvenimenti correnti.Ciò
avviene anche nel mondo islamico, dice Lory. Il popolino, e soprattutto
"i militanti" islamisti, sono soggetti a questo stato
d'animo collettivo, che ha gravi conseguenze politiche. "Vedere
il nemico come 1'incarnazione del male" induce a provocare
massacri indiscriminati. Insomma, 1'escatologismo fondamentalista
si rivela un'appendice islamica dei millenarismi occidentali, e
più in generale parte della crisi che tutti ci coinvolge:
la crisi della spiritualità e delle religioni tradizionali,
dell'indebolirsi delle autorità dogmatiche e disciplinari.
da
Avvenire 19 ottobre 2001
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