Le cripte nella storia e nell'arte

Le numerose cripte preesistenti alle cattedrali pugliesi sono ancor oggi motivo di affascinante ricerca a causa del sottile velo di mistero che esse occultano.


Gli antropologi motivano la nascita delle cripte (termine greco usato, curiosamente, solo nella consuetudine latina), con il ricordo-bisogno di ogni essere umano della propria vita prenatale nella "cripta" dell'utero materno.


Gli studiosi di liturgia fanno risalire la nascita di questi luoghi al desiderio di commemorare la nascita di Gesù, avvenuta appunto in una grotta.


Le prime cripte artificiali di cui abbiamo conoscenza non sono né legate al culto né completamente sotterranee, ma mantengono una costante di mistero e superstizione. Esse servivano come corridoi sotterranei per condurre allo scoperto nei circhi gli animali e i gladiatori impegnati nei sanguinosi giochi tanto cari al popolo assetato di "panem et circenses".


In una cripta sotterranea si consumò, ci tramanda Svetonio, uno degli assassini più spettacolari della storia antica. Quello dell'imperatore Caligola.
L'"eccentrico" imperatore, che aveva nominato suo successore il proprio cavallo,venne ucciso da un gruppo di falsi attori che, con la scusa di eseguire alcune danze sacre,erano penetrati nella "cripta" che metteva in comunicazione gli appartamenti privati dell'imperatore al Palatino con la reggia dei Flavi.


"Cripte" erano altresì chiamati dai Romani alcuni luoghi sotterranei scavati artificialmente per aver ristoro nelle ore calde, particolarmente apprezzati non solo in Italia, ma in tutta l'Europa del sud.


La visione di Santa Brigida. Pisa XV secolo


Gregorio di Tours (546 d.C.) fu il primo ad utilizzare il termine "cripta" per indicare un monumento funerario scavato nel sottosuolo come d'uso in Africa, Siria e Gallia, per inumarvi le reliquie dei Martiri al fine di sottrarle alle razzie dei barbari.


Queste reliquie erano infatti, nei primi tempi del cristianesimo, preservate in mausolei simili a quelli dei cittadini illustri pagani.


Soltanto all'epoca delle invasioni barbariche, per far sì che esse non venissero violate o disperse, nacque la consuetudine di inglobarle nelle basiliche sotto le absidi. La forma circolare dell'abside ne facilitava l'inserimento.


Nel III e IV secolo si diffonde l'uso di costruire sopra la tomba dei martiri un altare su cui celebrare la messa, il martyrium.


Questo accadeva, secondo S. Girolamo, nel rito romano d'occidente, mentre in oriente le due cose restavano separate: la basilica liturgica era situata accanto alla basilica cimiteriale e non la ricopriva.


Con il passare del tempo il martyrium fu scavato sempre più profondamente fino a quando si collocò definitivamente sotto il presbiterio, senza modificare così il prospetto della chiesa.


La stessa cosa avvenne anche quando una basilica fu costruita sopra una tomba illustre, come ad esempio in S. Pietro in Vaticano.


In alcuni casi lo spazio si ingrandì con l'aggiunta di cappelle denominate "ad sanctum" che racchiudevano stupendi reliquiari.


Dopo il IX secolo, finite le depredazioni dei Normanni, le reliquie vennero incorporate negli altari maggiori delle chiese.


Nel XIII secolo;con l'avvento dello stile gotico,stile di luce che non amava il buio, la cripta scompare*.

Le reliquie incorporate negli altari maggiori servivano ad allontanare i pellegrini dai luoghi di culto destinati alla celebrazione liturgica, invece in Puglia accade spesso il contrario:si costruiscono cripte ad oratorio,cioè pensate per l'uso liturgico**.

 

ENIGMI

*A rigor di logica, le cripte in Puglia sarebbero dovute scomparire, al contrario abbondano.

** Perché allora alcune grandi cattedrali gotiche francesi sono costruite con cripte che, secondo alcune leggende,avrebbero celato grandi tesori (Chartres l'Arca dell'Alleanza) o addirittura il Santo Graal?

Mariagraziella Belloli