San
Nicola Pellegrino
Dalla
chiesa di S. Maria, scendendo alcuni scalini si accede alla
cripta di S. Nicola Pellegrino. Qui colpisce la presenza di
colonne di marmo greco alte e sottili

che
conferiscono un'impressione di levità veramente bizantina. La
cripta trasversale fu iniziata nei primi anni del XII secolo
e terminata nel 1142. E' una cripta a "sala" od "oratorio" (come
quelle di Otranto, Bitonto e S. Nicola a Bari), che si estende
sotto l'intero capocroce della chiesa superiore,
della
quale ricalca integralmente la pianta. La cripta "a sala" o
"ad oratorio", è caratterizzata da un vasto ambiente a navate
in perfetta sintonia con le campate quadrate (archi trasversali
e divisori di forma e corda uguali); tipologicamente non è riconoscibile
prima del Mille, benché se ne ravvisi-no gli elementi fondamentali
nella cripta del westwerk carolingio, solitamente al di sotto
del presbiterio - del quale ricalca la configurazione - che
tuttavia conserva ancora il carattere di atrio o passaggio allo
stesso livello della chiesa.
Con l'affermazione di questa tipologia si approda alla realizzazione
di uno spazio unitario, suddivisibile in navatelle e campate,
da interpretare come una probabile risposta a nuove esigenze
liturgiche e a necessità pratiche connesse alla celebrazione.
Solitamente si individua in area renano-mosana (Spira I, 1030-1035)
il modello precoce di questa estensione sotto l'intero transetto
in stretto rapporto spaziale con la chiesa superiore, in una
forma che si diffonderà largamente tra XI e XII secolo diventando
la soluzione adottata nelle maggiori chiese italiane.
Per il discorso e l'area territoriale che ci interessa più da
vicino (la Puglia) la relazione più immediata e verosimile è
però con le cripte "ad oratorio" e con le esperienze di area
campana, mediate forse dai Benedettini e quindi da Montecassino.
L'accesso alla cripta era indipendente, come dimostrato dai
due ingressi ai lati delle absidi minori.

L'ambiente, pur interrato, è paradossalmente luminosissimo,

a
differenza di Bari, Bitonto e Otranto perché sapientemente realizzata
alla stessa quota di calpestio esterna. La cripta di S.Nicola
Pellegrino è comunque anomala per le sue dimensioni,

le sue 42 crocere sono sostenute da 28 alte colonne di marmo
greco sormontate da capitelli, molti dei quali di recupero,
a foglie d'acanto ad apice ricurvo, secondo un diffuso stile
corinzio. Tra le due cripte due scalinate conducono alla chiesa
superiore: una vasta aula divisa in tre navate da un doppio
filare di sei colonne binate. L'impressione generale è di un
accentuato sviluppo in altezza della navata centrale. L'arredo
attuale tenta invano di sostituire la suppellettile antica.
Unica testimonianza dell'antico splendore è ciò che resta del
pavimento musivo nell'area dell'altare maggiore, sufficiente
a far immaginare una chiesa sontuosamente addobbata e ricca
di colore, come lo furono tutte le cattedrali pugliesi.