Siponto
La
cripta dedicata alla Vergine Maria, sottostante la chiesa omonima
a Siponto (Foggia), rappresenta una diversa tipologia nei luoghi
di culto sotterranei ed ha una storia molto particolare.
Si tratta infatti, seguendo gli studi di Pina Belli D'Elia,
e di altri studiosi, di una cripta scavata nel corpo della basilica
sovrastante per scopi puramente cultuali che può essere
catalogata, secondo la classificazione di Giuseppe Gabrieli,
come cripta-chiesa (le altre cripte vengono classificate come
cripte-celle anacoretiche, cripte cenobitiche, cripte cappelle,
cripte basiliche, cripte-pozzi).
Secondo
questa suddivisione ed il Suo Autore, le cripte-chiesa e le
cripte-basilica avrebbero segnato il passaggio tra la grotta
naturale, il monastero e l'abbazia.
Attualmente
la cattedrale si trova praticamente a ridosso del centro abitato
di Manfredonia, nel luogo della "Vetere Siponto" e
si erge tra le rovine di un parco
archeologico di grande rilevanza che costituisce anche
il "serbatoio" dei materiali e delle strutture architettoniche
della cripta e della cattedrale di Santa Maria.
Verrebbe da pensare che Speer, il raffinato architetto di Hitler,
abbia elaborato la sua "teoria delle rovine" proprio
in questo luogo. In effetti le rovine presenti nel sito archeologico,
oltre che servire da base alla nuova chiesa, pur spogliate dalla
mano dell'uomo, mantengono un fascino ed una funzione non riconducibile
ad alcun altro luogo simile.
I primi scavi archeologici nel sito infatti non hanno fatto
altro che confermare che le due chiese dedicate a S.Maria di
Siponto sono sorte a pochi metri dalle rovine del tempio di
Diana e che non sono altro che il prodotto di una serie di distruzioni
e ricostruzioni che si sono protratte senza sosta sino alla
fine del 1700.