Siponto

Interno
della Cripta di Siponto, di Despréz
La
cripta scavata all'interno della basilica di Santa Maria di
Siponto rappresenta un vero e proprio enigma: essa infatti mantiene
la pianta quadrata tipica di una chiesa sorta dopo il mille
sulle rovine del tempio di Diana ed adiacente alla cella del
tempio dauno ritrovata a 9 metri di profondità.
Tuttavia,
benché le fonti ci facciano sapere dell'esistenza di
una "chiesa di Santa maria di Siponto" sin dal V,
VI secolo e benché nella cripta fosse venerata una stupenda
statua lignea chiamata dal popolo "La
Sipontina o Madonna dagli occhi sbarrati",
secondo alcuni studiosi che ne hanno curato i restauri (P. Belli
D'Elia), sarebbe stata scavata non prima del XII secolo all'interno
della chiesa del 1000 parzialmente crollata dopo un terremoto.
Lo scavo della cripta ha fortemente condizionato le strutture
della chiesa superiore e soprattutto la copertura con un caratteristico
lucernario che poggia su 4 enormi pilastri della cripta.
Secondo altre fonti la cripta sarebbe la parte inferiore del
Battistero di San Giovanni attestato nelle "Vite di San
Lorenzo" del secolo VII e IX che in seguito al forte bradisismo
della zona o per difendersi dalle incursioni dei pirati slavi,
venne diviso in due parti: le attuali chiesa superiore e cripta.

Esterno
della Chiesa di Siponto, di Despréz
Alla
cripta si accede da una scala esterna (altro segno non comune)
posta sul lato Sud della chiesa superiore: essa doveva corrispondere
ad una posizione privilegiata o in quanto rivolta verso la città
di Siponto o perché potesse testimoniare la continuità
con la prospiciente area paleocristiana, forse all'epoca non
così in rovina.
Si tratta di un grande spazio quadrato detto "a sala"
dedicato al culto, sorretto da 4 enormi pilastri e da 16 colonne.
La ricorrenza del 4 e dei suoi multipli nello scheletro dell'edificio
gli danno una forma quadrata che lo accosta alle chiese armene
o al "Santo sepolcro" etiope di Lalibela.
A tutt'oggi non esistono in Occidente altre costruzioni risalenti
ai primi secoli del cristianesimo che abbiano la stessa pianta:
si tratta ancora una volta di un segno fortissimo dell'Oriente
in Occidente.
Anche al suo interno le serie di colonne e capitelli creano
un ambiente di grande armonia.