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San
Michele Arcangelo

E'
noto che il Santuario micaelico si è sviluppato a partire da una
grotta collocata sulla misteriosa montagna del Gargano.
L'edificazione della struttura cultuale e il relativo pellegrinaggio
che si è sviluppato soprattutto a partire dall'epoca longobarda
(VI secolo), hanno avuto inizio da una leggenda i cui caratteri
mitologici sono evidenti: il racconto riferisce che un signore
della vicina Siponto mentre era intento a pascolare le sue greggi
sulla montagna del Gargano, notò che il suo toro più bello scomparve.
Dopo una lunga ricerca trovò l'animale inginocchiato nei pressi
della Spelonca, l'attuale grotta.
Il pastore preso dalla rabbia scoccò una freccia contro il toro,
ma inspiegabilmente invece di colpire l'animale la freccia colpì
il suo piede. Il pastore, turbato, si recò dal vescovo che dopo
averlo ascoltato ordinò tre giorni di penitenza e di preghiera;
alla fine di questo periodo accadde il miracolo sperato: San Michele
Arcangelo apparve in tutto il suo splendore e proferì "Io sono
l'Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio.
La caverna è a me sacra, è una mia scelta. Io stesso ne sono il
vigile custode.
Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati
degli uomini.
Quel
che sarà chiesto nella preghiera sarà esaudito".
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