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LA COSTRUZIONE
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San Cleto di Ruvo

La costruzione


Ingresso alla cripta ipogea


La grotta di San Cleto si trova sotto l'attuale Chiesa del Purgatorio in Ruvo, nelle vicinanze della Cattedrale. Si tratta di una cripta scavata nella parte più alta della collina dove sorgeva l'antica città romana di Rubi, l'attuale Ruvo per l'appunto.
Stranamente, la sua più antica descrizione è quella contenuta nell'Inventario del 1729 in cui viene descritta come "un soccorpo, volgarmente chiamato la Grotta di San Cleto, scavata entro sasso e tufo, profonda dal pavimento della chiesa gradini ventinove lunga palmi sissanta sei e larga palmi sedeci, con cinque colonne di sasso e tufo che la sostentano e in una di queste, propriamente quella che riguarda l'occidente si vede eretto un altare con nicchia in pietra e con una statua di tufo, rappresentante l'immagine di san Cleto nell'atto di benedire il popolo.
Non si sa se in questa grotta si sia celebrato, né vi si permette essendo dappertutto oscura, per non avere finestra al sole."
Si tratta di una cripta ad oratorio, composta da un ampio vano rettangolare con volta a botte e basse pareti di mattoni rinforzato ad intervalli irregolari da due grandi archi trasversali che dividono il vano in tre campate.

E' lunga 20.50 m. circa, larga m.4.40 ed alta m.3.30 circa. Queste sue dimensioni "irregolari" che non hanno nessun rapporto omogeneo fra di loro e il materiale di costruzione utilizzato la qualificano immediatamente come "una cisterna romana sorta o per le esigenze di una vicina terma, come tramanda la tradizione locale, o come deposito per l'approvvigionamento idrico della città." (Nino Lavermicocca).



attuale copertura della cisterna
La cisterna, scandita in senso longitudinale da cinque pilastri di "sasso e tufo", come indica l'anonimo scrittore dell'inventario settecentesco, tradisce il suo antico uso proprio dalla tecnica di costruzione utilizzata; secondo Vitruvio infatti sia le misure sia i materiali da costruzione che ritroviamo nella cripta di S.Cleto sono quelle canoniche dell'architettura romana per la costruzione di cisterne sia di grandi che di ridotte dimensioni. Troviamo cisterne romane simili a quella di Ruvo a Baia, Leptis Magna, Villa Iovis ed alle terme traiane di Roma.

E' impossibile determinare quando esattamente la cisterna divenne cripta dedicata a S.Cleto ma si può ipotizzare una data parallela a quella di estensione della lista dei presunti vescovi di Ruvo ed alle relative leggende.
Centro del culto è la statua che rappresenta il Santo posta in una nicchia ricavata nel II pilastro ed orientata verso Ovest, come la facciata della superiore Chiesa del Purgatorio. Per fare in modo che essa si trovasse proprio al centro della costruzione in epoca antica si demolì il V pilastro della cisterna di cui le tracce sono però ben visibili sul soffitto.
Alcune pareti girevoli di legno separavano nettamente le zone dedicate al culto da quelle laterali in cui si conservano due pozzetti il più grande dei quali è indicato dalla tradizione popolare come il primo fonte battesimale utilizzato da San Cleto per la Sua opera di evangelizzazione.


statua di San Cleto collocata nella cripta