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Cattedrale di Otranto

Di particolare suggestione sono, nella cripta della cattedrale di Otranto, due raffigurazioni, quella della Madonna Odighitria ed un pannello di marmo con due angeli che reggono dei candelabri. Quest'ultimo è stato oggetto di studio nella recente mostra internazionale "Le ali di Dio", organizzata dall'ENEC, con la consulenza di Franco Cardini a Bari ed a Caen (Francia) a cui si rimanda. La Vergine col bambino è invece portatrice di una leggiadra anovità. Si ipotizza infatti che la presenza di maestranze nordiche italiane, provenienti dal settentrione, Pavia forse, abbia dato una svolta alla percezione e quindi alla raffigurazione della Vergine.
La scuola pittorica greco-salentina in questo incontro, avrebbe perso la rigidità e la fissità tipiche delle icone tradizionali per indirizzarsi ad un tipo di pittura più dolce ed umano.
La trascendenza ed il profondo impatto meditativo del Sud avrebbe a sua volta cambiato la rappresentazione delle madonne fiorentine, dipinte con occhi allungati, il maforio ed il Bambino sul braccio destro.
L'affresco della Vergine Maria con il Bambino si trova sul muro destro dell'abside maggiore, risale al XII secolo, è di fattura italo-greca e rappresenta una sintesi di elementi orientali ed occidentali.
Una sua lettura potrebbe essere la seguente:

UNA UNICA MADRE PER CRISTIANI E TURCHI

Maria ha il Bambino Gesù sul braccio destro per due motivi: uno di costume: le madri, in Oriente, sono solite tenere in braccio i bambini a destra, al contrario di quelle occidentali che, solitamente li tengono a sinistra. L'altro motivo è di ordine teologico: Maria, dando la destra a Suo Figlio, ne riconosce la divinità:
Gesù guarda la Madre, ma Maria guarda il popolo per ricordargli la via che porta a Gesù. Maria ha infatti due figli, uno naturale, Gesù stesso, ed il popolo cristiano che Le fu affidato da Gesù sulla croce.
Con la mano sinistra Maria Odighitria indica la via, cioè Gesù, all'uomo pellegrino sulla terra: Gesù le stringe il pollice della stessa mano per confermare che Maria è Sua Madre.
Le mani dell'affresco sono sproporzionate in quanto stanno a significare l'immenso amore della Vergine per Gesù e per i cristiani e l'amore materno in generale.
L'iconografia della Madonna è molto tradizionale; essa porta il maphorion blù, il bambino è sul Suo braccio destro ed ha gli occhi allungati, ma nello stesso tempo è molto dolce ed umana come le madonne coeve di scuola toscana e senese in particolare.
Per il fascino che Le deriva da tutti questi dettagli e per il fatto che Maria è presente anche nel Corano, questo affresco non venne distrutto dai Turchi durante l'occupazione del 1480.