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Cattedrale di Giovinazzo

La cripta della Cattedrale di Giovinazzo e' dedicata a tutti i Protomartiri e in particolare a Santo Stefano, che e' stato il primo martire della storia del Cristianesimo.
Egli, era un diacono che, oltre a svolgere le funzioni di amministratore dei beni comuni degli apostoli, non rinunciava ad annunciare la buona novella, e lo fece con tanto zelo e con tanto successo che i Giudei, «gettàtisi su di lui, l'afferrarono e lo condussero davanti al sinedrio. Poi produssero falsi testimoni i quali dissero: Costui non cessa di pronunciare parole contro il luogo santo e la Legge. Lo abbiamo infatti sentito dire che quel Gesù di Nazaret distruggerà questo luogo e cambierà le istituzioni che Mosè ci ha tramandate».
Stefano, come si legge al capitolo 7 degli Atti degli apostoli, «pieno di grazia e di fortezza», prese a pretesto la sua autodifesa per illuminare le menti dei suoi avversari. Dapprima compendiò la storia ebraica da Abramo a Salomone, quindi affermò di non aver bestemmiato né contro Dio, né contro Mosè, la Legge o il Tempio. Dimostrò infatti che Dio si rivelava anche fuori del Tempio e si accingeva ad esporre la dottrina universale di Gesù come ultima manifestazione di Dio, ma i suoi avversari non gli consentirono di proseguire il discorso, poiché, «menando alte grida, si turarono le orecchie... poi lo trascinarono fuori della città e lo lapidarono».


Piegando le ginocchia sotto la martellante pioggia di pietre, il primo martire cristiano ripeté le stesse parole di perdono pronunciate da Cristo sulla croce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Nel 415 la scoperta delle sue reliquie suscitò grande commozione nel mondo cristiano. Quando parte di queste reliquie vennero portate, più tardi, da Paolo Orosio nell'isola di Minorca, fu tale l'entusiasmo degli isolani che, ignorando la lezione di carità del primo martire, passarono a fil di spada gli Ebrei ivi emigrati. La festa del primo martire fu celebrata sempre immediatamente dopo la festività natalizia, cioè tra i «comites Christi», i più vicini alla manifestazione del Figlio di Dio, perché per primi ne resero testimonianza.