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Cattedrale di Giovinazzo

La cattedrale, eretta nel secolo XII, fu consacrata alla fine del XIII; venne in seguito rimaneggiata, soprattutto nella metà del XVIII secolo. Alla chiesa romanica appartiene il ricco portale sul fianco destro, dal quale si accede all'interno, caratterizzato dal prezioso archivolto ogivo entro una cornice rettangolare.

Sul timpano è un rosone con un bassorilievo raffigurante l'agnello mistico. La facciata del transetto è opera di restauro. La zona absidale è chiusa da due campanili, dei quali quello a destra, più basso, fu rifatto alla fine del XVII secolo. L'interno, a tre navate, è stato radicalmente trasformato nel corso del XVII-XVIII secolo.

Dalla navata sinistra si scende nella cripta alla quale si accede attraverso una scala, accanto ad una porta del lato nord e dall'esterno del tempio, da piazza duomo. Un tempo essa era detta dal popolo "del Purgatorio", e risulta articolata in 15 crociere, che poggiano sopra 10 colonne e su 12 pilastrini sporgenti dai muri perimetrici(foto) I resti di un unico altare sono presenti nella parte absidale. Le colonne sono di origine alquanto incerta; di sicuro si tratta di materiale di spoglio, di esse sei sono in marmo cipollino (foto), due in marmo greco del III, IV secolo(foto), una, antichissima è di marmo numidico e proviene certamente da un tempio pagano(foto), l'ultima è recente, una copia risalente agli anni trenta.…... Tutti i capitelli sono medioevali. Delle chiavi di volta presenti al centro delle crociere solo due sono originali, il primo e il secondo a sinistra dell'altare, di forma zoomorfa e di evidente impronta bizantina, sarebbero coeve della fabbrica(foto). Purtoppo tutte le colonne ed i capitelli appaiono notevolmente danneggiati a causa di infelici restauri, di tentativi di rivestimenti di stucco e per la forte azione erosiva della salsedine. Sulla parete est della cripta è incastonata una lastra tombale del 1386 che racchiude le spoglie del nobile givinazzese Antonio Sindolfi, figlio di Leone e dei suoi eredi(foto). Altre lastre tombali sono presenti sul pavimento e sulle pareti.(foto) All'interno sono da segnalare alcune tele di Carlo Rosa, la Madonna delle Grazie di Francesco Palvasino e l'icona della Madonna di Corsignano, della fine del XIII secolo, proveniente dal casale omonimo. Nel tesoro è una preziosa cassetta eburnea, opera costantinopolitana dell'XI secolo. E dondolano pigre le barche altezzose ormeggiate ai pontili turistici e solo a sera svapora l'orgia di sole e di sensi delle giornate d'estate. La cattedrale di Giovinazzo risale al 1100 e il barocco del quale oggi risente, assieme al romanico, ne rivela il travaglio nei secoli, con demolizioni, ricostruzioni, sovrapposizioni. Una storia comune alle altre cattedrali pugliesi: e non sorprende in una regione di frontiera sempre attraversata da culture, civiltà, lingue, costumi oltre che da stili artistici diversi. Lo stesso crogiolo di stili è nei dipinti conservati all'interno, con la prevalenza bizantina, ovvia in una regione che bizantina lo fu a lungo e che col mondo greco continuò ad avere scambi attraverso il mare. Santa Maria assunta di Giovinazzo Superato il secondo arco vediamo la facciata esterna della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Edificata nel XII sec., vicino al mare, per volontr della principessa Costanza e rimaneggiata nel XVIII in forme barocche. Della costruzione originale resta in forma romanica l'area absidale tra i due campanili di cui uno conserva le forme primitive, l'altro fu rifatto alla fine del '600, il portale romanico scolpito, sul fianco destro e la cripta del 1150 con i suoi motivi architettonici. All'interno è custodita la miracolosa icona bizantina della "Madonna di Corsignano"in una edicola del1897, presenta, inoltre, un crocifisso ligneo del XIV sec., la tavola del "Cristo Redentore" del secolo XV, un'icona della "Madonna della Grazia"del 500, un organo monumentale del 1700. Visibili anche tele di C. Rosae dei fratelli De Musso. L'altare maggiore, del 1768, è decorato con marmi pregiati ed è dedicato al Santissimo Sacramento. E', inoltre, conservato un ricchissimo archivio diocesano in cui sono custodite duemila pergamene, antifonai ed diversi documenti cartacei, un crocifisso reliquario del XV sec., infine stemmi, tombe e decorazioni arricchiscono la struttura.