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LA COSTRUZIONE
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Costruzione

Dalla navata sinistra si scende nella cripta alla quale si accede attraverso una scala, accanto ad una porta del lato nord e dall'esterno del tempio, da piazza duomo. Un tempo essa era detta dal popolo "del Purgatorio", e risulta articolata in 15 crociere, che poggiano sopra 10 colonne e su 12 pilastrini sporgenti dai muri perimetrici.

I resti di un unico altare sono presenti nella parte absidale. Le colonne sono di origine alquanto incerta; di sicuro si tratta di materiale di spoglio, di esse sei sono in marmo cipollino,

due in marmo greco del III, IV secolo,

una, antichissima è di marmo numidico e proviene certamente da un tempio pagano,

l'ultima è recente, una copia risalente agli anni trenta.

Tutti i capitelli sono medioevali. Delle chiavi di volta presenti al centro delle crociere solo due sono originali, il primo e il secondo a sinistra dell'altare, di forma zoomorfa e di evidente impronta bizantina, sarebbero coeve della fabbrica.

Purtoppo tutte le colonne ed i capitelli appaiono notevolmente danneggiati a causa di infelici restauri, di tentativi di rivestimenti di stucco e per la forte azione erosiva della salsedine.

Sulla parete est della cripta è incastonata una lastra tombale del 1386 che racchiude le spoglie del nobile givinazzese Antonio Sindolfi, figlio di Leone e dei suoi eredi.

Altre lastre tombali sono presenti sul pavimento e sulle pareti.

Il cosiddetto ARENARIO, Ossia l'ossario situato sotto il pavimento della cripta non è stato portato alla luce. Sulla fine del 700 l'ingegnere Giovanni Mastropasqua, cioè il padre del celebre Giuseppe, progettò una ristrutturazione totale della cripta con la costruzione di un cimitero a croce greca comprendente 25 loculi o nicchie sulla fascia perimetrale.