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Frate Guglielmo "l'inglese"


Forse anche molti giovinazzesi non sanno che nel 1300, un illustre e controverso personaggio storico è stato Vescovo della loro cittadina.
Frate Guglielmo "l'inglese", al quale Umberto Eco ha reso un enorme notorietà nel suo libro "Il nome della rosa", ha passato a Giovinazzo diversi anni.
Nacque in Inghilterra ad Alnwick in data incerta, entrò nel convento francescano di Berwick; successivamente si spostò a Newcastle upon Tyne, importante centro monastico.
Nei primi anni del trecento, con il filosofo Giovanni Scoto, frate francescano, si recò a Parigi dove combattè le teorie ierocratiche di Papa Bonifacio VIII, a sostegno del re di Francia, Filippo IV il Bello.
Nel 1313, ad Oxford, espose le sue "Quaestiones" e le lezioni di teologia; tornato a Parigi divenne rettore dell'università (1318), tenendo spesso lezioni anche a Montpellier.
Nel 1322 entrò a far parte del Capitolo Generale dell'Ordine Francescano a Perugia e si trovò a difendere il dettato di San Francesco d'Assisi contro il Papa Giovanni XXII.
Quest'ultimo, indignatissimo, lo fece trasferire ad Avignone; la corte di Roberto d'Angiò, re di Napoli e protettore dei francescani, gli offrì però ospitalità.
Roberto d'Angiò, nel 1329, lo inviò a Giovinazzo come Vescovo della diocesi, anche per risolvere un annosa controversia fra la chiesa di Giovinazzo e l'arcipretura di Terlizzi.
Purtroppo i giovinazzesi non riservarono a frate Guglielmo una accoglienza troppo calorosa, tanto che dovette intervenire direttamente il re di Napoli per imporre ai suoi sudditi recalcitranti di aiutare e favorire il nuovo vescovo.
I risultati, evidentemente, non furono dei migliori tanto che Guglielmo lasciò la diocesi per recarsi ad Avignone dove si compì il suo tragico destino; morì in circostanze misteriose e mai accertate, nel 1333.